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Ragazzi testimoni e missionari in famiglia

Una catechesi fatta dai bambini? E'  davvero possibile?  E' possibile ed è anche sorprendentemente  feconda, purché si capisca bene come e quando attuarla. Anche in questo tempo di pandemia il Signore è prodigo di regali, che sta a noi cercare, accogliere e far fruttificare. Uno di questi doni è rintracciabile nella possibilità di accendere la catechesi e la preghiera in famiglia, in modo da trasformare lo stoppino quasi spento della fede di tanti genitori in un fuocherello ristoratore, o addirittura in un incendio, capace di illuminare ogni angolo della vita familiare. Perché questo avvenga è necessario però sgombrare prima il campo dalle rappresentazioni sbagliate di Dio: ci sono  ad esempio genitori che credono in un Dio giudice e castigatore, dimenticando la misericordia divina; altri pensano a una divinità lontana e indifferente, altri ancora si rivolgono a Dio  come a un distributore di grazie, al quale girare le spalle se non si viene esauditi o se non se...

Altri esempi...

Dopo aver consultato l’articolo "La rivoluzione di whatsapp nella preghiera familiare" (in Arcidiocesi di Milano, "Comunità e famiglia generano nella fede", Centro ambrosiano 2019, pp. 151 ss), diverse catechiste mi hanno chiesto altri esempi di comunicazione con le famiglie. Ne presento alcuni collaudati. 1. Per comunicare e prolungare le belle esperienze vissute in catechesi In prossimità della prima riconciliazione sacramentale: la pecorella smarrita e l’esame di coscienza Carissimi genitori, oggi i bambini tornano a casa con due sorprese. La prima è una pecorella che si era persa nel salone dell’oratorio ed è stata ritrovata dal vostro “buon pastorello”, il quale la metterà nel presepe e la terrà come ricordo della pecora smarrita del Vangelo. La seconda è rappresentata da un cartoncino con l’esame di coscienza: i bambini sanno come si utilizza, ma sarà importante aiutarli a ricordarsi di usarlo, alla sera durante le preghiere, prima di andare a letto. Qualche v...

Il dono di Dio per vivere l'Alleanza in catechesi on line

Per una catechesi dell’IC on line, a vicinanza di famiglie (CIVF). Dedicato alle catechiste del quarto anno della catechesi IC. (Primo Tempo, seconda Tappa, quarto anno del percorso Con Te! della diocesi di Milano). Che cosa hanno già scoperto i ragazzi prima di incominciare questo incontro? (Prerequisiti) I ragazzi hanno conosciuto il comandamento dell’amore, attraverso la parabola della vite e i tralci e mediante l’esistenza di madre Teresa di Calcutta. Dove vogliamo arrivare? (Obiettivo principale) Vogliamo introdurre i ragazzi nella scoperta del dono dell’Alleanza di Dio con il suo popolo. Durata Diamo tutta la consegna in una sola volta: il numero e le date degli incontri verranno decisi dalle famiglie. Protagonisti Prima esperienza (spiegazione): la catechista e i ragazzi. Seconda esperienza (gioco simulativo): i ragazzi. Terza esperienza (tavola rotonda): la famiglia, guidata da un genitore. Quarta esperienza (preghiera): la famiglia, guidata dal figlio/a. Quinta esperienza ...

Non carceri ma catacombe

La crudele novità di questo tempo dannato e benedetto. Testo scritto in un momento di particolare tristezza e gioia. La mia generazione può dirsi fortunata. I nati nel dopoguerra hanno avuto il dono e la grazia di potersi dissetare abbondantemente all’entusiasmo dei loro padri, che si scambiavano gli sguardi e lo stupore dei sopravvissuti e dei risorti, e poi s’immergevano caricati dalla fede nel compito di mettere a posto i cassetti della storia. Ho in mente occhi che lucevano persino nel buio, serietà riflessive, continuamente spezzate da liberi sorrisi, e canti che germogliavano dal gusto del lavoro. Noi siamo stati spettatori gioiosi del boom economico, abbiamo potuto (chi più chi meno) studiare e lavorare e nei tempi della crescita abbiamo mangiato pane, fede e valori, che hanno dato consistenza alla vita e certezze alle nostre scelte. Abbiamo conosciuto la bellezza pacata delle relazioni vere insieme a quella incandescente dei rapporti nuovi e quando è arrivato il ’69 abbiamo cr...

Una strana doccia (progetto di educazione interculturale)

  Progettare e attuare l’educazione interculturale.  Una giovanissima testimonianza, una riflessione sull’intercultura (con particolare riferimento al lessico specifico) e sull’educazione interculturale, un possibile progetto, un pluripercorso attuabile con i bambini dei primi anni della scuola primaria e delle slide che riportano un progetto realmente attuato presso alcune scuole della provincia di Como , dalla Scuola dell'infanzia al liceo. Il discorso riguarda soprattutto l’approccio alla diversità e quindi ha certamente delle ricadute comportamentali sul rapporto dei bambini con ogni tipo di diversità, compresa quella presentata dalla disabilità. Abituare i bambini a riconoscere il valore delle differenze e a praticare il rispetto e l’apprezzamento come approdi naturali di ogni conoscenza e di ogni relazione significa dotarli dello sguardo di Dio, che vede tutti amabili e preziosi. Per questo il progetto presentato si rivolge anche agli insegnanti IRC (insegnamento della...

La vite e i tralci in catechesi on line

Per una catechesi on line a "vicinanza di famiglie". Dedicato alle catechiste del quarto anno della catechesi IC. (Terzo e quarto Tempo, prima Tappa, quarto anno del percorso Con Te! della diocesi di Milano) Che cosa ha già scoperto il bambino prima di incominciare questo percorso? (Prerequisiti) Dopo la riappropriazione mistagogica del sacramento della prima Comunione eucaristica recentemente ricevuta, attraverso l’esplorazione dell’incontro di Gesù con Nicodemo (pp. 4-7 del sussidio Con te! Cristiani, della diocesi di Milano, Centro ambrosiano, e pp. 33-34 della guida corrispondente) , il ragazzo ha scoperto il dono dello Spirito Santo come forza divina che genera una vita nuova. Dove vogliamo arrivare? (Obiettivo principale) Vogliamo che il ragazzo, insieme alla sua famiglia, scopra la vita cristiana come vita nuova “in” Cristo: innestati in Lui diventiamo capaci di corrispondere al dono di comunione ricevuto da Dio Padre attraverso il Figlio e di capire il comandamento n...

Lessico morfologia e sintassi nell'umano e nel divino

Attraverso la parabola conoscitiva e la scalata semantica di una bambina. “Zia, quegli useliti lì volano anche nella nostra curte ?” Questa è la prima frase italiana composta da una bambina di nemmeno tre anni, che viveva in un contesto linguistico occupato esclusivamente dal dialetto, ma che aveva sentito parlare l’italiano, non si sa come né dove, e ne era rimasta affascinata.  Quella stessa bambina andò poi all’asilo infantile e imparò davvero dalle suore a parlare l’italiano, il quale rappresentò però sempre la sua seconda lingua: l’idioma madre rimase il dialetto. In quegli anni (primi ’50), i bambini che arrivavano dal dialetto imparavano molto bene l’italiano, perché la sintassi dell’una e dell’altra lingua sono pressoché identiche. Si trattava di apprendere un lessico diverso, benché spesso simile, e di porre attenzione ad alcune regole morfologiche (tipo i pronomi personali gli e le al dativo e al plurale) le quali, benché presenti in parte anche nel dialetto, potevano cre...