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La cifra alta prima della virgola


Chi con l'esempio e la preghiera per la nostra conversione intenerisce oggi lo sguardo di Gesù, come fece la vedova nel tempio? Chi, nei... "libri contabili" di Dio, scrive una cifra alta prima della virgola? Seguitemi e lo scoprirete. Testo scritto e podcast: per ascoltare, cliccare sul triangolino bianco nel cerchietto giallo.



Dal Vangelo secondo Luca, capitolo 21, versetti da 1 a 4

Alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».

La testimonianza

Buongiorno a tutti. Per la quarta volta vengo chiamata a commentare l’episodio dell’obolo della vedova. Questa volta però mi sono chiesta: ma come posso io entrare nella vita e nel cuore di questa donna, che con il suo gesto ha commosso generazioni di credenti? Come capirla fino in fondo se io non vivo la sua esperienza, perché non sono vedova? Allora mi sono rivolta alla mia amica Rosy Galimberti, profondamente cristiana e privata anni fa del marito che amava, e dal quale era teneramente riamata, e le ho chiesto una breve testimonianza a partire dalla vedova del Vangelo. Ascoltiamo le parole che ha scritto per noi.
    É vero, dopo la morte di mio marito sono rimasta stordita, confusa, stanca, ma non mi sono  potuta fermare. Non ero ricca di soldi, avevo un lavoro che mi permetteva di portare avanti la mia famiglia in modo decoroso, con qualche rinuncia al superfluo che avrebbe potuto rasserenare i momenti di smarrimento, ma ero povera della persona che il Signore aveva scelto per me. Anch’io, come forse la vedova del Vangelo, ho dovuto sopportare la finta compassione dei saccenti, cioè di quei cristiani, gli scribi di oggi potremmo dire, che sotto sotto mi guardavano con scherno… eppure erano i frequentatori abituali di Eucarestia, Parola e Chiesa. 
    Parlando della vedova Gesù dice: «Questa donna ha dato più di tutti. Tutti infatti, hanno gettato del superfluo. Lei invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere». 
    Forse quella povera vedova non sapeva nemmeno chi fosse Gesù, eppure qualcosa dentro di lei la portava ad essere molto vicina al suo messaggio… tutto sommato non molto diverso da quello che gli scribi e i farisei le avevano insegnato. Mi piace pensare che li avesse salutati con gentilezza, cercando di mettere in pratica i loro insegnamenti, perché non voleva essere ipocrita.
    Mi sento tanto vicina a lei. Anch’io cercavo di dare ciò che potevo, magari non nella cassetta della chiesa, dove mi sentivo osservata, sotto gli occhi di tutti, e nemmeno potevo fare un bonifico per restaurare l’altare, ma capivo che se anche avessi dato un grande patrimonio a Cristo, ma non il cuore, avrei dato soltanto uno “zero virgola”. Tra il mio piccolo dare e il bonifico consistente di altri, Gesù non guardava alla somma: gli bastava l’autenticità del gesto. 
Sentivo che ciò che facevo era sotto il suo sguardo: Lui era il talent scout specializzato nello scovare i gesti di bellezza e di sincerità nascosti nel mucchio delle volgarità, delle banalità, delle falsità di tanti. Per questo la Sua bellezza è stata impegno a recuperare la bellezza offuscata, minacciata, cancellata dalla malattia, dall’invalidità, dall’emarginazione, dalla solitudine, dalla morte, dal peccato.
    Con leggerezza andavo avanti: deponevo davanti a Lui delicatamente le mie monete e, sapendo che erano poche, buttavo sulla bilancia la mia vita, spalancando il mio cuore al Signore. D’altronde i sogni di Dio non accettano calcoli, non ci chiedono di vergognarci del nostro poco. Ci ricordano che non ci può essere fedeltà senza rischio, dato che Dio s’arrischia anche oggi ad investire su di noi, su di me. Nell’oblatività del dono, poco o tanto che fosse, ho cercato di insegnare ai figli che la bellezza dell’amore non è solo fisicità, è bellezza di ricordi, di gesti da condividere con chi ha meno, è bellezza di sorrisi che si danno e si ricevono. 

Ecco chi scrive la cifra alta prima della virgola!

Che dire, amicheeamici: Rosy ci commuove oggi, come da secoli commuove la vedova del Vangelo, che prima ancora ha emozionato e intenerito Gesù; ci commuove come ci commuovono e ci spronano i poveri, i sofferenti, gli ammalati, che nella devastazione del dolore si arrabattano in tutti i modi per mantenere la fede e vivere la carità.  Sono persone che hanno perso quasi tutto, ma continuano a dare tutto.
Guai a noi se non ci fossero loro a sorreggere con l’esempio la nostra fede e silenziosamente illuminare i nostri cammini, talvolta oscurati da individualismi ed egoismi biechi, da narcisismi maligni, da desideri di prevaricazione che germogliano in possessività, invidie, gelosie, violenze… Guai se non ci fossero Rosy, Claudio, Patrizia, Giovanna, Enrica, don Romano, Giusy, Maria ed Enrico, Flora, Emilia, Ambrogio e tanti altri… gente di dolore e di gioia impossibili, dalla fede difficile, dalla carità costosa e dalla speranza continuamente minacciata, ma mai vinta. Sono loro a scrivere la cifra alta prima della virgola, loro, insieme ai sacerdoti santi e casti, ai consacrati, e in definitiva a tutti coloro che non esitano a dare tutto ciò che hanno a Dio e ai fratelli.
     Ringraziamo queste persone che, come già il patriarca Abramo, intraprendono silenziosi colloqui “contrattuali” con l’Onnipotente e, pregando per la conversione dei fratelli, inteneriscono ancora oggi lo sguardo di Gesù. Grazie!

N.B. Questo commento è stato chiesto all'autrice dalle suore Comboniane, nell'ambito del progetto "Elikya, la speranza del Vangelo senza confini", iniziativa bellissima, che presenta quotidianamente la Parola di Dio, orientando e dando colori nuovi e liberi alle nostre giornate, spesso intrise di fatica e di sofferenza, ma anche abitate dalla gioia di sapersi amati da un Dio che è Padre.

Rosy Galimberti e Mariarosa Tettamanti, 25 novembre 2025


 





Immagine di copertina tratta da sadness di Yanka Prosto