Come promesso, pubblico le slide che accompagnano il laboratorio catechistico per la gestione del gruppo in catechesi. Essendo interattive, oltre all'approfondimento,presentano un'attività proiettiva. In calce al seguente post, viene offerto il materiale per la riappropriazione e la conclusione del laboratorio stesso. Per scaricare le slide, cliccare qui. Il laboratorio è tratto dalla relazione «La gestione del gruppo in catechesi» in
Materiale per la riappropriazione
STORIA DI ANDREA E DI UN GRUPPO DI CATECHISMO COME TANTI
Leggi e lavora
Andrea ha dieci anni e frequenta la quinta elementare. È un bambino intelligente, ma è vivace e trasgressivo, e spesso mette a dura prova la pazienza degli adulti di riferimento. Fa molta fatica a relazionarsi correttamente con i compagni.
Oggi arriva all’oratorio proprio mentre la catechista Martina sta sollecitando i bambini a entrare in aula. Per passare davanti a tutti, Andrea spinge i compagni, finché il suo amico Gianni risponde con un’altra spinta ancora più forte. Andrea, che non se l’aspettava, salta al collo del compagno e lo picchia; Gianni reagisce e i due finiscono a terra, uno sopra l’altro. La catechista li vede, li blocca e li rimprovera con forza. Andrea è disorientato e cerca di difendersi, ma la catechista è stanca e lo zittisce; Gianni invece abbassa il capo e tace.
Entrato in aula, Andrea come al solito non sta attento e continua a ridacchiare e chiamare sottovoce i compagni. La situazione peggiora quando Martina esce dalla sala per accogliere la mamma di un bambino in ritardo: Andrea infatti si alza dal banco e va a dare uno spintone a Gianni che glielo restituisce. Andrea scappa e Gianni lo rincorre, rovesciando l’icona e i fiori del tavolino della preghiera, mentre anche gli altri compagni si alzano, corrono in giro per l’aula e chiacchierano. Poi Andrea va a stuzzicare Mariella, che invece di reagire piange in silenzio: è una bambina molto timida, arrivata da poco da un paese lontano. Nel frattempo i maschi si riuniscono per scambiarsi le figurine, mentre Enzo come al solito incomincia a fare il pagliaccio per far ridere gli amici. Andrea si avvicina al gruppo dei compagni, ma loro non lo degnano di uno sguardo: tutti sanno che lui non ha neanche una figurina da scambiare. Dopo un po’ Carlo ci ripensa, cerca di coinvolgerlo e dice ai compagni: “Anche lui ha il diritto di stare con noi!”. Andrea però scappa via, s’impadronisce di un gesso e disegna pasticci alla lavagna. Soltanto quattro bambine (Antonella, Maria, Alessia e Margherita) continuano a lavorare in silenzio, ma dopo un po’ anche Maria e Alessia lasciano il lavoro e cominciano a parlare fitto tra di loro, guardando Antonella di sottecchi. Quest’ultima le richiama con garbo: “Non ricordate più le regole?”, ma poi, visto che le compagne non l’ascoltano e continuano a pettegolare, riprende il suo lavoro.
Non appena Martina rientra, tutti tornano ai loro posti, perché ci tengono a mostrarsi bravi davanti alla catechista, tranne naturalmente Andrea, che continua a pasticciare la lavagna. I compagni lo rimproverano a voce alta, mentre Martina lo costringe a sedersi e tenta di riprendere le attività, senza accorgersi che Mariella continua a piangere silenziosamente. Andrea lancia una penna contro Gabriela, la sua amica preferita, che si lamenta piagnucolando: “L’ha fatto apposta, l’ho visto io!” grida. Intanto Martina vede l’icona e i fiori rovesciati e grida: “Chi è stato?”. “Andrea!” rispondono in coro i compagni senza nemmeno pensarci. Il bambino non si difende, anzi sorride compiaciuto.
Martina è esasperata, non riesce più a riprendere il filo del discorso e non sa che cos’altro fare. Si consulta con don Giuseppe, che sta attraversando il corridoio dell'oratorio, e insieme decidono di mandare a chiamare i genitori di Andrea, i quali quest’anno non si sono ancora visti. Subito dopo comunicano la decisione al bambino: lui alza le spalle con noncuranza, ma poi si siede al suo posto e non si muove più.
Terminato il catechismo, Gabriela e Gianni se ne vanno senza salutare Andrea. Lui dice una parolaccia, ma poi, quando va a casa, corre in bagno e piange. A cena, nonostante sia un mangione, rifiuta il cibo e di notte non riesce a prendere sonno.
Nei giorni seguenti i suoi genitori non si presentano in oratorio.
Rispondi e poi confronta con le soluzioni
Primo gruppo di attività: osservare e interpretare il comportamento dei ragazzi.
1) Come definiresti lo sviluppo del giudizio morale della maggioranza dei bambini di Martina? (Sottolinea la risposta giusta).
Eteronomo Autonomo
2) C’è qualche bambino, nel gruppo di Martina, che sembra manifestare il raggiungimento di una certa autonomia morale? Chi? ....................................................................................
3) Scrivi il nome di uno o più bambini accanto ad ogni definizione, poi confronta la risposta in gruppo.
Obbedisce soltanto quando ha paura della punizione …………………………….…………………………
Utilizza la morale del “mercato” (o della reciprocità strumentale: Do ut des)
……………………………………………………….
Obbedisce per compiacere la catechista ……………………………………………………….
Riconosce l’intenzionalità sottesa alle azioni
……………………………………………………….
Ci tiene a rispettare le regole e a compiere il proprio dovere anche quando non c’è l’adulto
……………………………………………..................
Riconosce i diritti degli altri ………………………………………………………...
4) Perché Andrea non si aspettava la prima reazione di Gianni?
(Sottolinea la risposta che secondo te è giusta, poi confrontala in gruppo).
Perché è un bambino maleducato.
Perché è iperattivo.
Perché non si è accorto di aver dato uno spintone ai compagni.
Perché Gianni è suo amico.
5) Individua e scrivi le emozioni che, secondo te, prova Andrea nel corso dell’esperienza raccontata
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Secondo te, se le cose continuano così, Andrea potrebbe rischiare di diventare prigioniero del ruolo del “bambino cattivo” o addirittura del “capro espiatorio”? Sì NO
6) Osserviamo ora la tabella a doppia entrata che Martina ha costruito dopo aver effettuato il sociogramma di Moreno semplificato e interpretiamola rispondendo alle domande anche alla luce del racconto.
Quale dei bambini richiede un’attenzione particolare perché cambi il giudizio dei compagni su di lui (o lei)? ……………………………………….................
Con quale dei bambini Martina dovrà lavorare, perché i compagni si accorgano di lui (o di lei)?
…………………………………………………
A chi dovrà essere accostata Mariella perché incominci a sentirsi un pochino più a suo agio nel gruppo? ……………………………………………………
Quale sarà il primo rapporto da recuperare per aiutare Andrea? ……………………………………………………
Pensate di poter individuare nel gruppo di Martina una coppia disfunzionale? Quale?
…………………………........................................
Ci sono dei bambini che potrebbero essere dei potenziali leader?
Chi sono? ...................................………………….
Leggendo i motivi delle scelte effettuate dai bambini, Martina s’imbatte in una motivazione unica riferita ad Enzo: “L’ho scelto perché mi fa sempre ridere”. Enzo sarà davvero un potenziale leader o non sarà piuttosto prigioniero di un ruolo? Secondo voi, questa informazione dovrebbe accendere un sospetto in Martina? ..................................................................................
Secondo gruppo di attività: valutare l’operato.
1) Attribuisci un voto, da uno a dieci, all’operato dei seguenti personaggi
La catechista Martina voto individuale: …… /10
don Giuseppe voto individuale: …… /10
i genitori di Andrea voto individuale: …… /10
2) Secondo te, Martina ha commesso degli errori? Se sì, quali? ………………………………………………………
Terzo gruppo di attività: trovare delle strategie e delle ipotesi di soluzione ai problemi.
1) Leggi che cosa ha scoperto Martina sui genitori di Andrea e rispondi alle due domande che seguono.
I genitori di Andrea si chiamano Giacomo e Silvia e hanno altri tre figli: Eleonora, che ha 15 anni e frequenta la prima superiore, Matteo, 3 anni, che va alla scuola materna, e Alessandra di 4 mesi. Da un anno il papà ha perso il lavoro e la famiglia sta attraversando un periodo davvero difficile.
Per fortuna Silvia svolge qualche lavoretto come domestica e Giacomo va di casa in casa cercando di vendere calze e fazzoletti. I soldi che riescono a racimolare, però, non sono sufficienti per arrivare a fine mese e la precarietà economica è causa di nervosismo e litigi sempre più frequenti. Ultimamente parlano spesso di separazione, senza preoccuparsi di non farsi sentire dai figli. Mentre i genitori lavorano, si occupa dei bambini la nonna Maddalena, che ha più di settant’anni. Almeno apparentemente non ha problemi con Eleonora e nemmeno con Matteo, che rimane all’asilo fino alle 18.00; Alessandra però le dà molto da fare, l’assorbe quasi completamente, e Andrea finisce per essere trascurato. Maddalena è infatti molto stanca e, dato il comportamento indisciplinato del bambino, non prova nemmeno a contenerlo: si limita a lasciarlo in balia della televisione, del suo smartphone e della playstation, contenta di non essere disturbata mentre sbriga le faccende domestiche e si occupa della neonata. Quando qualcuno si lamenta per il comportamento del bambino, si limita ad allargare le braccia sconsolata. Per il resto, Andrea fa ciò che vuole, compreso abbuffarsi di dolci ogni volta in cui ne sente il desiderio; quanto a svolgere i compiti scolastici … nemmeno se ne parla!
a) Che cosa è più importante e urgente per Andrea: imparare a rispettare le regole o imparare a relazionarsi con i compagni? .....................................................................................
b) Mettetevi nei panni di Martina: che cosa potrà fare ora che conosce la situazione familiare di Andrea?
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Soluzioni
Primo gruppo di attività: osservare e interpretare il comportamento dei ragazzi.
1) Come definiresti lo sviluppo del giudizio morale della maggioranza dei bambini di Martina?
PIÙ ETERONOMO CHE AUTONOMO: QUANDO VIENE A MANCARE IL CONTROLLO DELL’ADULTO, SUCCEDE DI TUTTO.
2) C’è qualche bambino, nel gruppo di Martina, che sembra manifestare il raggiungimento di una certa autonomia morale? Chi?
SÌ, SI TRATTA DI ANTONELLA E MARGHERITA: CONTINUANO A LAVORARE ANCHE SE LA CATECHISTA NON C’È, MOSTRANDO DI AVER INTERIORIZZATO LE REGOLE.
3) Scrivi il nome di uno o più bambini accanto ad ogni definizione, poi confronta la risposta in gruppo.
Obbedisce soltanto quando ha paura della punizione:
ANDREA (Si comporta bene solo dopo la minacciata convocazione dei genitori).
Utilizza la morale del “mercato”:
IL GRUPPO DEI MASCHI (Non considerano Andrea, perché non ha le figurine da scambiare).
Obbedisce per compiacere la catechista: TUTTO IL GRUPPO TRANNE ANDREA. (Tutti tranne Andrea si siedono ai loro posti quando entra la catechista).
Riconosce l’intenzionalità sottesa alle azioni: GABRIELA (Dice di Andrea: “L’ha fatto apposta”)
Ci tiene a rispettare le regole e a compiere il proprio dovere anche quando non c’è l’adulto:
ANTONELLA E MARGHERITA (Continuano a lavorare anche se la catechista è uscita dalla sala).
Riconosce i diritti degli altri: CARLO (Dice di Andrea: “Anche lui ha il diritto di stare con noi”).
4) Perché Andrea non si aspettava la prima reazione di Gianni? (Sottolinea la risposta che secondo te è giusta, poi confrontala in gruppo).
Perché è un bambino maleducato
Perché è iperattivo
Perché non si è accorto di aver dato uno spintone ai compagni
Perché Gianni è suo amico.
LA RISPOSTA GIUSTA È IN EFFETTI LA NUMERO TRE. Molte volte i bambini particolarmente vivaci e impulsivi, soprattutto se pensano di non essere stimati dai compagni, sono confusamente consapevoli soltanto del proprio desiderio di emergere e non si rendono conto di compiere azioni nocive per gli altri: Andrea in realtà non voleva contrariare gli amici, ma solo arrivare primo!
5) Individuate e scrivete le emozioni che prova Andrea nel corso dell’esperienza raccontata.
DESIDERIO DI ESSERE IL PRIMO (BISOGNO DI “ESSERCI” ANCHE PER I COMPAGNI), SORPRESA, RABBIA, DISORIENTAMENTO, BISOGNO DI VISIBILITÀ, BISOGNO DI AMICIZIA E DI RICONOSCIMENTO, PAURA, RABBIA, DOLORE.
È molto importante comprendere le emozioni che vivono i bambini, perché questo può cambiare radicalmente il giudizio su di loro: Andrea non è un bambino cattivo, ma un bambino che soffre.
Secondo voi, se le cose continuano così, Andrea potrebbe rischiare di diventare prigioniero del ruolo del “bambino cattivo” o addirittura del “capro espiatorio”?
IN REALTÀ ANDREA PER I COMPAGNI È GIÀ IL “BAMBINO CATTIVO”: infatti gli amici lo accusano anche di ciò che non ha fatto e lui non si ribella, anzi accetta compiaciuto l’identità che gli è stata cucita addosso.
6) Ora disponetevi in coppia, osservate la tabella a doppia entrata che Martina ha costruito dopo aver effettuato il sociogramma di Moreno semplificato e interpretatela anche alla luce del racconto.
Quali bambini sono isolati dal gruppo? ANDREA E MARIELLA, perché non sono stati scelti da nessuno.
Quale dei bambini richiede un’attenzione particolare perché cambi il giudizio dei compagni su di lui (o lei)? ANDREA (I compagni lo rimproverano e lo escludono).
Con quale dei due bambini Martina dovrà lavorare, perché i compagni si accorgano di lui (o di lei)? MARIELLA
A chi dovrà essere accostata Mariella perché incominci a sentirsi un pochino più a suo agio nel gruppo? L’INDICAZIONE CI VIENE DA LEI, O MEGLIO DALLE SUE SCELTE: SARÀ BENE PROVARE AD ACCOSTARLA AD ANTONELLA.
Quale sarà il primo rapporto da recuperare per aiutare Andrea? IL RAPPORTO CON GIANNI O CON GABRIELA.
Pensate di poter individuare nel gruppo di Martina un rapporto disfunzionale? Quale? SÌ. È IL RAPPORTO TRA MARIA E ALESSIA: probabilmente troppo esclusivo ed escludente.
Ci sono dei bambini che potrebbero essere dei potenziali leader? Chi sono? Sì, POTREBBERO ESSERE ANTONELLA ED ENZO.
Leggendo i motivi delle scelte effettuate dai bambini, Martina s’imbatte in una motivazione unica riferita ad Enzo: “L’ho scelto perché mi fa sempre ridere”. Enzo sarà davvero un potenziale leader o non sarà piuttosto prigioniero di un ruolo? Secondo voi, questa informazione dovrebbe accendere un sospetto in Martina? Sì, MARTINA DOVREBBE VIGILARE SU ENZO E I SUOI COMPAGNI PER SCOPRIRE QUALE SIA LA RAGIONE VERA DELLE PREFERENZE RICEVUTE DAL BAMBINO; NEL CASO IN CUI SCOPRISSE CHE EGLI È LEGATO A UN RUOLO RIGIDO E INGABBIANTE, DOVREBBE PENSARE A DEI GIOCHI O A UN PERCORSO PER AIUTARLO A TROVARE LA STIMA DI SÈ E AIUTARLO A LIBERARSI.
Secondo gruppo di attività: valutare il proprio operato
7) Attribuitsci un voto, da uno a dieci, all’operato dei seguenti personaggi:
la catechista voto individuale: …… /10 voto concordato nel gruppo: …../10.
don Giuseppe voto individuale: …… /10 voto concordato nel gruppo: …../10.
i genitori di Andrea voto individuale: …… /10 voto concordato nel gruppo: …../10.
OGNI VOTO VA BENE, PURCHÈ SIA MOTIVATO E DISCUSSO.
8) Secondo te Martina ha commesso degli errori? Se sì, quali?
SÌ, SONO TANTI GLI ERRORI DI MARTINA: TROVIAMOLI INSIEME
Terzo gruppo di attività: trovare delle strategie e delle ipotesi di soluzione dei problemi
la) Che cosa è più importante e urgente per Andrea: imparare a rispettare le regole o imparare a relazionarsi con i compagni?
SICURAMENTE LE RELAZIONI SONO PIÙ IMPORTANTI, MA SARÀ DIFFICILE CHE IL BAMBINO POSSA MIGLIORARLE SENZA PRIMA AVER CAMBIATO ALMENO IN PARTE IL PROPRIO COMPORTAMENTO.
b) Mettetevi nei panni di Martina: che cosa potrà fare ora che conosce la situazione familiare di Andrea? Che cosa fareste voi per gestire i problemi del bambino e dare una mano alla sua famiglia? Parliamone insieme.
Conclusione
Leggiamo ora LA VERA STORIA DI MARTINA
Nella parrocchia di San Remigio, alle ore 15.00 incomincia il catechismo. Martina arriva con largo anticipo e prima di tutto entra in chiesa. Davanti al tabernacolo si disseta per un po’ nel cuore di Gesù e poi pensa velocemente ai suoi ragazzi, uno per uno, rivede i loro sorrisi e li affida a Lui. Esce e va nella sua saletta, dove si accerta che tutto sia in ordine. Regola il riscaldamento, appende alla parete un cartellone per il brain storming, raddrizza il cartellone delle regole che pende un po’ storto, cambia fiori nel vaso sul tavolino della Parola e s’incanta ancora una volta a guardare gli occhi di Gesù che la fissano dall’icona. Poi unisce i tavolini, distribuisce i segnaposti con i nomi dei bambini e mette un cioccolatino vicino ad ognuno: il posto di Andrea si trova tra la sua amica Gabriela, una bambina particolarmente calma, e la stessa catechista; Mariella invece è vicina ad Antonella, mentre Maria e Alessia sono separate da tutta la lunghezza del tavolo; Enzo è in mezzo a due bambine. Alle 14.50 Martina scende in piazza ad accogliere ragazzi e genitori, dispensando a tutti sorrisi e abbondante simpatia. Non appena arriva Andrea, lo stringe affettuosamente a sé e poi, senza lasciarlo, invita tutti ad entrare in sala chiedendo con un gesto allegro un po’ di silenzio e di calma. I bambini sono abituati alle sorpresine di Martina e mangiano senza indugi il loro cioccolatino, mentre si siedono al loro posto e si scambiano le notizie “importanti” della settimana. Martina li ascolta guardandoli con tenerezza. Dopo dieci minuti, senza richiamare i ragazzi, Martina va al cartellone e scrive al centro, in caratteri ben visibili, la parola COMUNIONE. I ragazzi sanno come si fa un brain storming e così, dopo qualche istante di concentrazione, alzano la mano per prendere la parola. Di volta in volta Martina dà un foulard che funge da “testimone” al bimbo che dovrà parlare, mentre scrive velocemente ciò che i bambini dicono sul cartellone, così da catturare l’attenzione visiva di tutti. Enzo come al solito tenta di fare lo spiritoso, ma Martina lo ignora e poi, visto che il bambino non smette, esprime con tono fermo il suo disaccordo, mostrandogli con un cenno della mano il cartellone delle regole. Intanto però pensa di organizzare un colloquio individuale con lui. Ad un certo punto arriva Lucio: è accompagnato dalla mamma perché è in ritardo. Martina accoglie i due con un sorriso senza lasciare l’aula: le mamme sanno che, se hanno bisogno di parlare, devono aspettare la fine dell’incontro. Al termine del brain storming Martina invita i bambini a radunarsi intorno al tavolo della Parola per accendere una piccola luce, recitare una preghiera e leggere insieme il Vangelo. Poi tutti si siedono in cerchio e prendono il sussidio e il Vangelo: oggi si parla del buon samaritano. Una mezz’ora dopo, mentre i ragazzi divisi in piccoli gruppi lavorano utilizzando le pagine del sussidio, Martina chiama Mariella e la manda dalla catechista Valeria a chiedere delle fotocopie. La bambina è un po’ titubante, ma ubbidisce e, quando rientra, Martina la loda davanti a tutti: i compagni la guardano sorpresi e sorridono, Antonella l’abbraccia e lei si accende di gioia. Poco dopo Andrea, nonostante la vicinanza di Martina che ogni tanto gli allunga una carezza, incomincia a dare segni d’inquietudine. Allora la catechista si china su di lui e sussurra: “Hai lavorato molto bene, meglio anche dell’ultima volta, ma ora vedo che sei stanco. Mi dispiace molto. Adesso vedremo che cosa possiamo fare. Intanto però cerca di non disturbare e concentrati su ciò che stai facendo”. Poi dice ad alta voce: “È un bel lavoro il tuo Andrea, sono molto contenta di te!” e aggiunge: “Ora smettiamo ragazzi, finiremo in un altro momento. Ho una bella sorpresa per voi!”. Si avvicina alla sua “borsa magica” ed estrae dei libretti colorati, ognuno dei quali riporta la storia di un testimone della fede. Davanti agli occhi sgranati dei bimbi, li distribuisce velocemente e li invita a leggere. Purtroppo ad Andrea il suo libretto non piace: vuole quello di Gianni e senza tanti complimenti glielo strappa dalle mani. Gianni strilla e Martina interviene. Con tono pacato si fa raccontare a turno dai ragazzi ciò che è successo, dando il testimone prima all’uno e poi all’altro. Siccome Andrea ha difficoltà ad ascoltare Gianni, Martina con due grossi nodi trasforma il foulard in una fantastica ricetrasmittente. Lascia poi che le emozioni e le ragioni di ambedue esplodano e, quando l’ascolto e l’empatia sono attivati, li esorta a cercare un modo per accordarsi. È Gianni a trovare la soluzione: “Possiamo leggere insieme prima un libro e poi l’altro!”. Andrea è felice, ma purtroppo l’orologio dice che è arrivato il momento di chiudere.
La catechista porta i ragazzi in cortile e permette che giochino liberamente per un quarto d’ora. Nel frattempo osserva le modalità con cui si relazionano: per la prima volta Andrea viene scelto dai compagni per fare il portiere e Maria si stacca da Alessia, anche se per poco tempo; Enzo dal canto suo dimentica di fare il pagliaccio e si lancia con energia nel gioco. Martina manda uno sguardo riconoscente verso l’Alto e poi chiama i ragazzi, perché è arrivata l’ora di andare a casa. Come sempre tutti accolgono l’invito con un lungo “Oooh” di disappunto, ma poi s’incamminano verso l’uscita dove le mamme aspettano.
Martina li saluta senza lesinare abbracci e baci, riordina rapidamente la saletta e naturalmente ritorna in chiesa … Qui però noi ci fermiamo: non ci è permesso entrare nella segreta intimità che lega Martina al suo Gesù.
DALLA VERA STORIA DI MARTINA ALLE BUONE PRASSI NEGLI INCONTRI DI CATECHESI
Leggi, impara, ricorda!
1) Prepariamo accuratamente l’incontro, confrontandoci con le amiche catechiste e consultando il sussidio, la guida e il materiale on line.
2) Prepariamo in modo particolare l’accoglienza, perché i bambini si sentano desiderati prima ancora che accolti: di volta in volta potremmo pensare a un dolcetto, un’immaginetta, un regalino, una preghiera nuova, un fiore, un pezzetto di puzzle da costruire incontro dopo incontro e così via.
3) Cerchiamo di arrivare sempre in anticipo sull’orario d’inizio della catechesi.
4) Prevediamo una sosta di preghiera, a tu per tu con il Signore, durante la quale gli presentiamo i nostri ragazzi ad uno ad uno e gli chiediamo la sua pazienza e la sua dolcezza.
5) Ci accertiamo che nella sala in cui si svolge la catechesi tutto sia in ordine (riscaldamento, illuminazione, posti e sorpresina per i bambini, suppellettili, materiale occorrente per i lavori, cartelloni, tra cui quello con le regole e quello per gli appunti murali o il brain storming …).
6) Se è necessario, nella preparazione dei posti per i bambini, teniamo conto delle difficoltà relazionali e/o comportamentali di alcuni di loro: mettiamo i più vivaci in mezzo ai più calmi e viceversa, gli isolati con i più disponibili alla relazione e così via.
7) Accogliamo tutti i ragazzi e i genitori con allegria e grande cordialità.
8) Avviciniamoci con affetto a tutti i bambini, ma soprattutto a quelli in difficoltà.
9) Diamo qualche minuto ai ragazzi per scambiarsi le notizie dell’ultima ora e poi chiediamo il silenzio usando qualche accorgimento particolare (Vedi il paragrafo 3.8, nella terza relazione 2017).
10) Durante le conversazioni, se è necessario diamo di volta in volta il “testimone” ai ragazzi che devono parlare, per evitare la sovrapposizione degli interventi; usiamo anche la tecnica degli appunti murali, per mantenere alta l’attenzione attraverso l’aggancio visivo.
11) Di fronte a un bambino che disturba, esprimiamo con tono fermo il nostro disaccordo e mostriamogli il cartellone delle regole; se la situazione non migliora, programmiamo un incontro individuale con lui, per capire i motivi del suo disagio.
12) Per nessun motivo usciamo dalla sala lasciando il gruppo incustodito.
13) Non dimentichiamo di dare al Vangelo la giusta importanza, mettendo in atto la lettura ritualizzata.
14) Raduniamo spesso i ragazzi nel circle time.
15) Ricordiamoci che l’utilizzo del sussidio e di altri mezzi tecnici rende più facile l’apprendimento.
16) Facciamo lavorare spesso i bambini in coppia o divisi in piccoli gruppi di non più di sei persone, per aumentare il livello della cooperazione.
17) Diamo fiducia ai bambini isolati e timidi, affidando loro piccoli incarichi e gratificandoli spesso.
18) Complimentiamoci spesso e pubblicamente con i ragazzi dal comportamento disturbante, che sono rifiutati dai compagni, sottolineando i loro progressi anche se piccoli.
19) Cerchiamo di avere sempre a portata di mano mezzi e oggetti adatti a interrompere il lavoro, quando ci accorgiamo che sta diventano pesante o noioso, oppure quando il livello di stanchezza dei bambini aumenta pericolosamente (Vedi il paragrafo 3.5 della terza relazione 2017).
20) Quando scoppiano dei litigi, evitiamo di cercare il colpevole e d’imporre subito la riappacificazione; parliamo invece con i ragazzi lasciando che emergano le versioni reciproche e cerchiamo insieme delle soluzioni creative soddisfacenti per tutti.
21) Preoccupiamoci di conoscere un buon numero di giochi per l’educazione relazionale, da mettere in atto qualora ce ne fosse bisogno (Vedi le appendici Giochi e attività per crescere insieme nelle relazioni e Lavoriamo con le storie).
22) Periodicamente lasciamo ai ragazzi qualche tempo per il gioco libero, durante il quale osservare le dinamiche relazionali e comportamentali, rilevando progressi e regressioni.
23) Non dimentichiamoci di chiudere ogni incontro con la preghiera personale, per ritemprarci e rinnovarci sotto gli occhi di Gesù, ma anche per raccontargli com’è andato l’incontro: nessuno più di Lui è interessato ad ascoltarci!
Immagine di copertina tratta da What does it meante be free? Book illustration di Kseniya Urban.
